Green Economy

Bioelectrolytes for the storage of energy from renewable sources

Schermata 2020-01-04 alle 18.55.33Una delle maggiori problematiche legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili è la loro intrinseca instabilità, che rende necessario l’impiego di sistemi di accumulo in grado di consentire la regolazione e la razionalizzazione delle reti di trasmissione. Lo sviluppo di tecnologie di stoccaggio a basso impatto ambientale diviene quindi un fattore chiave nell’ottica di una produzione realmente sostenibile di energia elettrica.
La ricerca qui delineata si è focalizzata sullo studio di nuovi elettroliti a matrice polifenolica a partire da biomasse di scarto. La loro preparazione e le diverse caratterizzazioni effettuate, di tipo termico (DSC, TGA), strutturale (XRD) ed elettrochimico (e.g. misure di voltammetria ciclica), sono condotte presso le strutture del Dipartimento di Chimica di UTOV.
L’immagine mostra la struttura chimica di complessi a base di ferro e polifenoli.

Green Economy

High-performance bio-polyesters for use in the packaging field

Schermata 2020-01-04 alle 18.55.23Le sempre più pressanti problematiche legate all’inquinamento ambientale causato dai rifiuti plastici e la necessità di ottenere materiali sostenibili anche dal punto di vista delle materie prime impiegate per la loro produzione, ha catalizzato l’attenzione verso lo sviluppo di biopolimeri innovativi in grado di sostituire le plastiche tradizionali in vari settori di impiego.
L’attività qui descritta ha portato alla sintesi e caratterizzazione molecolare (GPC, NMR), termica (DSC, TGA), meccanica (prove tensili) e morfologica (SEM) di nuovi poliesteri ad elevate prestazioni per utilizzi nel campo degli imballaggi primari. Studi di biodegradabilità e misure di permeabilità ai gas sono state inoltre oggetto della ricerca condotta presso i laboratori di Chimica ed Ingegneria di UTOV.
L’immagine mostra la permeabilità a ossigeno e anidride carbonica dei nuovi polimeri sviluppati e la loro struttura chimica.

Energy

Supacritical water for 4th generation reactor technology

Schermata 2020-01-04 alle 12.20.57Le richieste di miglioramento della tecnologia, dell’efficienza e della sicurezza dei reattori nucleari vengono sviluppate a livello internazionale con obiettivi di breve, medio e lungo termine.
I reattori di quarta generazione rappresentano un obiettivo di medio-lungo termine per migliorare la sicurezza con sistemi attivi e passivi.
Il cuore del reattore di IV generazione è l’utilizzo di acqua allo stato sopracritico, un particolare stato della materia in cui un aumento improvviso della temperatura non genera sbalzi di pressione che possono danneggiare le strutture, come nel caso di Fukushima.
L’acqua sopracritica agisce sia come refrigerante che come materiale moderatore per i neutroni che governano il funzionamento del reattore.
In questa ricerca per la prima volta è stato misurato il fattore di struttura dinamico degli atomi di idrogeno in acqua sopracritica nell’intervallo di temperature 600 K – 800 K ad ISIS e a SNS (US). Progettazione e realizzazione della cella e dell’impianto ad alta pressione sono stata effetuate all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. I risutati di questa ricerca hanno fornito informazioni uniche che sono alla base del funzionamento dei moderatori nei reattori di IV generazione.
L’immagine mostra uno schema di un reattore di IV generazione ed una mappa delle misure di spettri vibrazionali delle molecole di acqua sopracritica ottenute con Inelastic neutron scattering (INS) di neutroni.

Energy

Development of innovative cathode materials for lithium-ion batteries

Schermata 2020-01-04 alle 12.20.15

 

Nell’ambito dello sviluppo delle batterie litio ione, negli ultimi anni la ricerca si è concentrata verso lo studio di materiali innovativi in grado di migliorare sia le prestazioni, in termini di densità di energia, sia che
la sicurezza dei dispositivi. Nella progettazione di nuovi materiali, inoltre, sta diventando sempre più importante la valutazione del loro impatto ambientale. I ricercatori di Tor Vergata hanno messo a punto un processo di sintesi “green” di materiali catodici, anche nell’ottica di un loro successivo recupero. Sono state sintetizzate e caratterizzate due famiglie di materiali catodici:
i) materiali ad alta capacità (high-capacity HCC) con stechiometria: Li1+xTM1–xO2 e Li2TMO2F (TM= metalli di transizione)
ii) materiali ad alto potenziale (high voltage HVC) LixTM1−yTMʹyPO4.
Lo studio dei materiali è fatto partendo dalla caratterizzazione strutturale tramite XRD e morfologica attraverso analisi SEM e TEM. Le prestazioni elettriche dei materiali catodici sono invece valutate tramite tutte le principali tecniche di indagine elettrochimica.
L’immagine riporta una tipica struttura degli ossidi sopra descritti.

Energy

Materials for solid oxide fuel cells fed by bio fuels

Schermata 2020-01-04 alle 12.19.21

Le celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC) funzionano a temperature elevate e sono generalmente alimentate con gas naturale che ha subito un trattamento di reforming esterno. L’utilizzo di idrocarburi vari, compresi i biocarburanti, e una riduzione della temperatura di esercizio aumenterebbero la flessibilità di questi sistemi di conversione efficiente dell’energia.
Sono stati sviluppati SOFC di nuova generazione basate su materiali ceramici avanzati per l’utilizzo diretto dei biocarburanti e quindi ridurre la complessità dell’impianto e produrre energia elettrica e calore con alta efficienza complessiva. La metodologia si basa sulla sintesi e lo sviluppo di ossidi misti a struttura perovskitica per applicazioni anodiche in grado di esolvere nano particelle metalliche con attività catalitiche per l’ossidazione di biocombustibili, sviluppo di elettroliti con prestazioni elevate per funzionamento a temperatura intermedia (500-750 °C) e di catodi performanti per la riduzione dell’ossigeno. Le analisi fisico-chimiche e le misure elettrochimiche consentono correlare le prestazioni e la stabilità delle celle con le proprietà strutturali, morfologiche, elettroniche e di superficie dei materiali, sulla compatibilità dei vari strati nonché sulla tolleranza del ciclo redox e termico.
L’immagine mostra la reversibilità strutturale di un ossido a struttura perovskitica correlata alla stabilità redox della cella a combustibile.

Energy

Electrocatalysts based on carbon nanostructures for low temperature fuel cells

Schermata 2020-01-04 alle 12.18.01Le celle a combustibile a elettrolita polimerico (PEM-FC) e le celle microbiche (MFC) sono dispositivi elettrochimici che consentono la conversione diretta dell’energia chimica immagazzinata in un combustibile in energia elettrica tramite reazioni di ossidoriduzione spontane e coadiuvate da elettrocatalizzatori. La maturità tecnologica di questi dispositivi è attualmente limitata dal costo elevato dei catalizzatori utilizzati e dalla loro scarsa stabilità durante il funzionamento della cella a combustibile. Sono stati sviluppati e realizzati nuovi elettrocatalizzatori a base di metalli non nobili (Fe, Co, Mn) supportati su nano strutture di carbonio quali nanofibre, nanotubi e ossido di grafene, che permettono sensibili riduzioni del costo del dispositivo e dunque una maggiore applicabilità.
L’immagine mostra una schematizzazione della reazione di riduzione dell’ossigeno che avviene al catodo di una MFC all’interfaccia di un elettrodo a base di ossido di grafene, la cui superficie è mostrata nell’immagine SEM.

Il team di UTOV intende espandere queste attività di ricerca, progettando nuove analisi sperimentali da presentare – attraverso la piattaforma per “apply for beamtime” – sia a ISIS@MACH, sia a ISIS, utilizzando le tecniche complementari di neutroni delle linee di fascio TOSCA, MAPS, IMAT, VESUVIO, OSIRIS, IRIS, WISH.

Energy

Non-fluorinated aromatic polymer based membranes for redox flow batteries

Schermata 2020-01-04 alle 12.17.05Le batterie a flusso redox (RFB) sono una tecnologia adatta allo stoccaggio dell’ energia prodotta da fonti rinnovabili sotto forma di energia chimica. La scalabilità indipendente di potenza ed energia immagazzinata e la semplicità costruttiva rendono le RFB una soluzione altamente desiderabile. Gli elevati costi di alcuni componenti, su tutti quello delle membrane, ad oggi a base di polimeri fluorurati, ne limitano però la diffusione. Lo sviluppo di membrane innovative con caratteristiche di elevata selettività, ottima stabilità chimica e costi contenuti rappresenta quindi una delle sfide più importanti in questo ambito.
L’attività di ricerca ha permesso la sintesi e caratterizzazione sia ex-situ (attraverso di tecniche spettroscopiche e microscopiche per estrapolare correlazioni properietà/struttura) sia in-situ (per mezzo di misure elettrochimiche per determinarne le performance in contesto operativo) di membrane a scambio cationico e separatori non ionici per RFB operanti in ambienti acquosi e non acquosi.
L’immagine mostra una micrografia SEM e la struttura chimica di nanoparticelle di polistirene solfonato iper-reticolato impiegate nelle membrane a scambio cationico.

Con la realizzazione del Nodo i ricercatori di UTOV intendono avviare un nuovo progetto che prevede nuove analisi sperimentali da presentare – attraverso la piattaforma per “apply for beamtime”- sia a ISIS@MACH, sia a ISIS, utilizzando le tecniche complementari di neutroni delle linee di fascio TOSCA, MAPS, IMAT, SANDALS, OSIRIS, IRIS, WISH.

Energia 5

Extreme Energy Events

Schermata 2020-01-04 alle 12.15.08I raggi cosmici sono ancora una importante fonte di informazioni per comprendere meglio gli eventi astrofisici come le esplosioni di Supernovae, l’evoluzione delle stelle, la ricerca di fenomeni esotici: la loro composizione, la distribuzione dell’energia e la direzione sono attualmente attivamente studiati con esperimenti sulla terra e nello spazio. I muoni che arrivano a terra sono misurati dall’esperimento Extreme Energy Events – Science inside schools (EEE), combinando la ricerca e la diffusione della cultura scientifica tra gli studenti delle scuole superiori. I telescopi del rivelatore, sono installati in 59 scuole superiori in Italia sotto il controllo degli studenti che hanno anche partecipato alla loro costruzione e assemblaggio. Altre 50 scuole partecipano al progetto anche senza un telescopio pur rimanendo parte attiva dell’esperimento. Ogni anno alcune migliaia di studenti partecipano all’acquisizione dei dati, all’analisi dei dati, a masterclasses e conferenze vivendo una vera esperienza come ricercatore e rendendo EEE un esempio unico nel panorama italiano della Terza Missione. Le figure mostrano uno dei telescopi EEE istallato all’interno di una scuola.

Energy

Organic materials for photovoltaics and light sensing 

Schermata 2020-01-04 alle 17.13.49Le celle solari organiche sono sviluppate in un gran numero di laboratori internazionali in quanto si possono sintetizzare molecole/polimeri che 1) sono solubili in solventi organici che quindi permette la fabbricazione di moduli fotovoltaici con tecniche di stampa; 2) abbiano diverse proprietà ottiche oltre che elettriche.
Questa ultima funzionalità permette di produrre dispositivi fotovoltaici a film sottile che siano semitrasparenti e anche con diverse colorazione.
Schermata 2020-01-04 alle 17.13.55Questo rende la tecnologia organica oltre quella a pigmento (e.g. dye sensitized) molto interessante per lo sviluppo di fotovoltaico su vetro, quindi finestre e facciate fotovoltaiche. Inoltre, la possibilità di fabbricare il fotovoltaico organico a basse temperature con polimeri semiconduttori, anche definiti “plastici” permette la sviluppo di moduli fotovoltaici su film plastici con vantaggi sulla produzione (i.e. roll-to-roll manufacturing) e anche la possibilità di produrre coperture leggere per ambiente come serre florovivaistica e agricole.
I laboratori di Tor Vergata non solo hanno prodotto finestre fotovoltaiche oltre che coperture per lo studio in serre, ma anche sviluppato tecniche di fabbricazione come l’aerografia e stampa litografica (spray coating e screen printing) per la produzione di questa tecnologia. Inoltre hanno introdotto per primi con successo anche strati biologici come il DNA per aumentare la capacità di estrarre carica.
L’ottimizzazione di celle solari polimeriche (OPV) richiede un controllo fine della eterogiunzione tra polimero elettron-donatore e un componente elettronaccettore. C’è molto interesse a sostituire i tradizionali accettori fullerenici con polimeri o small molecule a causa
degli alti costi di sintesi dei fullereni, e per incrementare la stabilità del OPV. Comprendere la fisica delle possibili combinazioni di donatori e accettori, porta ad aumenti dell’efficienza di conversione che supera l’11%.
Tor Vergata, sia in house che tramite collaborazioni, ha analizzato queste strutture tramite SEM, TEM, misure elettriche risolte nel tempo, foto-correnti risolte nello spazio, fotoluminescenza, raman spectroscopy, FTIR, ultra-fast spectroscopy etc.

In figura è riportata una cella solar organica polimerica su vetro (in alto), un modulo fotovoltaico per finestra fotovoltaica di tipo dye sensitized (seconda immagine), un modulo fotovoltaico polimerico su film di plastica (terza immagine) e un rendering di copertura fotovoltaica per serre (in basso).

Energia

Thermoelectric devices

Schermata 2020-01-04 alle 17.04.14I dispositivi termoelettrici per la generazione di energia (TEG) sono in grado di trasformare energia termica ed elettrica. Tale tecnologia è attualmente utilizzata soprattutto per applicazioni aerospaziali complesse come i generatori di energia per satelliti, ma potrebbe applicarsi ai settori automobilistico, aeronautico, energetico, e biomedico. Grazie al progresso delle tecniche di sintesi di nanomateriali e lo sviluppo di nuovi polimeri, tale settore di ricerca sta evolvendo molto rapidamente rispetto allo stato dell’arte dei tradizionali materiali quali tellururo di bismuto (Bi2Te3). In questo contesto, in questa attività sono stati studiati materiali nanocompositi quali ad esempio i sistemi ceramico+filler conduttivo in cui l’ottimizzazione termoelettrica è ottenuta separando gli aspetti di garantire bassa conducibilità termica e simultaneamente elevate conducibilità elettrica così come sistemi polimerici opportunamente dopati. I materiali sono stati caratterizzati morfologicamente presso i laboratori dell’Università di Roma Tor Vergata attraverso misure SEM ed AFM, di conducibilità termica, elettrica, effetto Seeback e di potenza generata. In figura a) è mostrato un esempio di strategia di doping di un polimero conduttivo (P3HT) con Sali di litio per migliorarne le prestazioni termoelettriche, in figura b) la caratterizzazione della conducibilità termica del P3HT drogato in funzione della temperatura. In figura c) è riportata un’immagine SEM di nanocomposito realizzato con TiO2 nanostrutturata e grafene, in figura d) è riportata la caratterizzazione del nanocomposito in termini
di potenza generata e coefficiente seeback.

Energy

Organic and inorganic materials for storage devices on flexible substrates

L’accumulo di energia rappresenta un tema centrale in diversi campi di applicazione quali quello legato alla generazione di energia da fonti rinnovabili (eolico e solare) che sono tipicamente intermittenti, l’elettronica di consumo (computer portatili, personal digital assistant (PDA)), i sistemi GPS, i lettori multimediali portatili, tutti dispositivi i portatili che richiedono in qualche modo un’alimentazione elettrica. In questo contesto, lo sviluppo di sistemi di accumulo adattabili su substrati flessibili quali PET e carta rappresenta la frontiera della ricerca in questo campo per tutto quello che concerne il tema dell’elettronica flessibile stampabile, a basso costo, versatile, usa e getta. In questo contesto, negli ultimi anni, è cresciuto l’interesse per l’uso di substrati flessibili per supercapacitori, batterie e altri dispositivi di accumulo di energia. Tipicamente questi dispositivi sono costituiti da un multistrato in cui sono presenti due elettrodi per il trasporto di carica, uno strato attivo per lo l’accumulo e degli strati di interfaccia che hanno lo scopo di rendere più efficiente l’operazione di accumulo e rilascio di energia. In questo contesto, l’attività sviluppata è principalmente incentrata su sistemi in cui la carta è usata come substrato per la realizzazione di elettrodi con un’ elevata superficie di scambio a abase di polimeri conduttivi, ma anche grazie alla sua natura porosa e in combinazione con altri materiali elettronici quali polimeri o nanomateriali (nanotubi di carbonio, materiali 2D) , come la parte attiva del dispositivo di accumulo. Le tecniche di realizzazione preferite degli strati costitutivi i dispositivi sono quelle della stampa (serigrafia, stampa a getto d’inchiostro, spray coating). I dispositivi sono stati caratterizzati morfologicamente presso i laboratori dell’Università di Roma Tor Vergata attraverso misure SEM ed AFM, e microscopia confocale. Le caratteristiche elettriche ed elettrochimiche sono state caratterizzate utilizzando set-up per misure a 4 punte, di spettroscopia di impedenza, e di cicli di carica e scarica. In figura a) sono riportate le immagini prese al microscopio confocale dei diversi layer del supercapacitore su carta, in figura b) sono riportati due supercapacitori realizzati, uno su carta standard ed uno trasparente e flessibile in figura c) è riportato un esempio di cicli di carica e scarica attuati su supercapacitori realizzati con diversi materiali.

I ricercatori di UTOV intendono espandere queste attività di ricerca progettando nuove analisi sperimentali da presentare – attraverso la piattaforma per “apply for beamtime” – sia a ISIS@MACH sia a ISIS, utilizzando le tecniche complementari di neutroni delle linee di fascio TOSCA, MAPS, IMAT, VESUVIO, OSIRIS, IRIS, WISH.

Energy

Hybrid organic-inorganic materials for photovoltaic applications

Schermata 2020-01-04 alle 16.33.43La generazione di elettricità fotovoltaica (FV) mediante la raccolta di energia solare offre la soluzione più promettente per le energie rinnovabili. L’alto costo capitale dell’attuale tecnologia fotovoltaica rispetto ad alcuni combustibili fossili, tuttavia, costituisce un grosso ostacolo per il dispiegamento su larga scala di impianti solari. La ricerca di materiali economici costituiti da elementi abbondanti nella crosta terrestre per le celle solari è stata oggetto di studi approfonditi in tutto il mondo. L’innovazione più promettente è basata su materiali solari ibridi organici-inorganici a perovskite, come rappresentato da CH3NH3PbI3, che consiste solo di elementi abbondanti presenti sulla terra. Le perovskiti alogenate hanno una struttura cristallina di tipo ABX3 dove A è un catione atomico o molecolare (es. metil-ammonio), B un catione metallico come il piombo o stagno e X è l’anione alogenuro come lo ioduro o il bromuro. Sotto forma di film policristallino, grazie ad alti coefficienti di assorbimento e alte lunghezze di diffusione di cariche, rappresenta un semiconduttore ad alto interesse per le celle fotovoltaiche. In pochi anni, celle solari a base di perovskite hanno raggiunto efficienze di oltre il 23% (i.e. prossime a quelle del convenzionale silicio) ma con un grosso vantaggio rispetto a queste: quello di potere essere depositate in soluzione liquida attraverso tecniche di stampa in film sottile con risparmio di materiale e costo.
Rappresentano quindi un breakthrough nel ambito della generazione di energia dal sole. La ricerca e sviluppo nel ambito dei materiali è estremamente attiva nel trovare delle combinazione di atomi/molecole nuove che riescano a migliorarne la stabilità oltre che rimpiazzare il Pb con altri elementi, e anche nella deposizione su larga area, in modo da portare questa tecnologia alla commercializzazione sia su pannelli di vetro che su film plastici. I laboratori CHOSE di Tor Vergata sono stati i primi al mondo a dimostrare moduli fotovoltaici sia su vetro che su plastica ottenendo anche records di efficienza per questi dispositivi non solo sotto illuminazione solare ma anche sotto luce per interni per applicazione in smart homes/cities. Inoltre lo sviluppo di materiali per il trasporto di cariche tra il semiconduttore e gli elettrodi è un aspetto cruciale per arrivare alle altre performance. UTV è stata pioniere nel inserire materiali funzionali come il grafene e derivate nelle celle a perovskite per aumentarne le performance incluse la stabilità. Infine la comprensione e il controllo della formazione di film e dei grani cristallini e il suo ordine con le varie tecniche di fabbricazione, e come forma interfacce con gli altri strati della cella fotovoltaica sono di fondamentale importanza per la ricerca e sviluppo di questa tecnologia. UTV, sia in house che tramite collaborazioni, ha analizzato queste strutture tramite SEM, TEM, misure elettriche risolte nel tempo, foto-correnti risolte nello spazio, fotoluminescenza, Raman spectroscopy, FTIR, ultra-fast spectroscopy etc. La figura in alto mostra la struttura cristallina base del semiconduttore a perovskite, una microscopia elettronica in sezione della cella a perovskite dove si individuano i vari layer della struttura multistrato (seconda figura) e un modulo fotovoltaico sviluppato nei nostri laboratori (terza figura) attraverso tecniche di stampa (in basso).

I ricercatori di UTOV intendono espandere queste attività di ricerca progettando nuove analisi sperimentali da presentare – attraverso la piattaforma per “apply for beamtime” – sia a ISIS@MACH sia a ISIS, utilizzando le tecniche complementari di neutroni delle linee di fascio TOSCA, MAPS, IMAT, VESUVIO, OSIRIS, IRIS, WISH.

Space

Resistance of drones to damage from neutron radiation

Analysis of the malfunction rate (SEE) due to neutrons present at sea level and at high altitude, and identification of mitigation procedures in commercial components (Commercial Off The Shelf-COTS) have been performed by a UTV team from NAST Centre and Department of Physics.

Schermata 2020-01-04 alle 11.51.47The transient events of incorrect power supply, induced by fast neutrons, have been characterized in a voltage regulator used in commercial drones operating at low altitude. The regulator has been characterized, both by irradiation with fast neutrons and in the absence of irradiation, at the ISIS@MACH laboratories and the VESUVIO and ChipIr beam lines at ISIS.

User Office

Work in Progress

The User Office Secretariat (UOS) within ISIS@MACH, provides skills and technical information about the portafolio of tools offered at the research infrastructure. UOS supports the full lifecycle of user proposals, from first explorative contact by the user to data management. The UOS provides feedback to requests and questions by users and liaise with instrument scientists and specific instruments.

Through a mechanism similar to the peer review system is used to rapidly obtain technical responses from the installations and the best solution for the user is setup.

The first step in approaching ISIS@MACH for specific technical questions is made by sending an e-mail to useroffice@isis_mach.

ICT

“Relationship between materials and ICT”

A team of UTOV approaches the topic area of the Internet of Things (IoT) from the perspective of the few types of human communication. Through this perspective on the human communication types, this research specifically addresses how IoT technologies can support humans and their endeavors by exploring the fields of sensors and wireless,

ByN (Body as a network Node) [1-3]: a developing scenario for future networks could envisage an active role of the human body in the network functions and performance. The decreasing distance between network user and his/her smart devices and the consequent increasing interaction between user’s body, senses and brain commands with the network concur in the above vision, where user needs and device functions tend to converge. If human body is intended to host some of the device and network node functions, the development of suitable bio-compatible materials would be a pillar in the development of the above scenario. The analysis of the effects of a human body (or parts of it) on the radiating Electro-Magnetic waves is a very important aspect to enable the design of new ICT applications of radio signals. EM Phantoms are physical models of the human body that accurately reproduce the effect of the body on electromagnetic radiation. Whole and partial body EM phantoms represent humans in terms of dielectric properties in a wide range of frequencies from below 10 MHz to above 100 GHz. They enable reproducible and consistent Over-The-Air (OTA) evaluation of wireless devices operating in the proximity of the body.

Space Softwarization [4]: a fascinating innovation related to ICT networks will deal with the software-driven transformation of the integrated network composed by terrestrial, aerial and space components. While the progress of the Software Defined Networking (SDN) approach in terrestrial networks is on-going, satellite experts are recently becoming sensitive to the application of the SDN paradigm to the space component. The space component can also contribute to the data cloudification. When the SDN approach will be fully deployed also at space level, consequences will be amazing at space, ground and user segment levels. The above scenario would imply a deep transformation in terms of satellite configuration and hardware needs, where the key would become the use of the “intangible material”, i.e. an intelligent and flexible software-driven configuration.

References

[1] G. Sannino, M. Ruggieri, (2017) “Body as A network Node: key is the oral Cavity”, in “Human Bond Communication” (Ed’s Dixit S., Prasad R.), Wiley, pp. 87-96, ISBN 9781119341338.

[2] M. Ruggieri, G. Sannino, C. Stallo, (2016) “5G: the Last Frontier?”, Chapter 11 (pp. 163-178) of the book “5G Outlook: Innovations and Applications”, Edited by R. Prasad, ISBN: 9788793379770; e-ISBN: 9788793379787, River Publishers.

[3] S. Di Domenico, M. De Sanctis, E. Cianca, M. Ruggieri, “WiFi-based through-the-wall presence detection of stationary and moving humans analyzing the doppler spectrum”, IEEE Arospace Magazine, 33, no. 5-6, May-June 2018, ISSN: 0885-8985, DOI: 10.1109/MAES.2018.170124, Scopus EID: 2-s2.0-85048095375

[4] T. Rossi, M. De Sanctis, E. Cianca, C. Fragale, M. Ruggieri, H. Fenech, “Future space-based communications infrastructures based on High Throughput Satellites and Software Defined Networking”, 2015 IEEE International Symposium on Systems Engineering (ISSE), Pages: 332 – 337, DOI: 10.1109/SysEng.2015.7302778.

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